Le organizzazioni internazionali in difesa dei diritti umani hanno dichiarato che in Iran la situazione dei diritti umani è regredita in modo evidente: basti solo far riferimento alla scioccante pubblicazione delle scene di impiccagioni e di altre pene disumane. La stessa stampa governativa ha dato notizie di 200 impiccagioni e di 20 lapidazioni solo nei primi 5 mesi del 2002.
Nell'arco di due decenni in Iran sono stati torturati e fucilati 120.000 prigionieri politici, tra cui decine di migliaia di donne dei Mojahedin. Le autorità del regime iraniano, che tutt'ora sono al potere, nel 1983 sono stati i responsabili del genocidio di 30.000 prigionieri politici il cui reato era l'appartenenza all'Organizzazione dei Mojahedin. La stampa ufficiale del regime ha rivelato in modo chiaro il ruolo di Khatami in questo tragico evento; così come è stata scoperta, nella guerra per il potere in Iran, la responsabilità degli uomini vicini a Khatami nel catastrofico episodio della Mecca nel 1987 in cui morirono 500 pellegrini.
Non c'è dubbio che il cuore dell'integralismo islamico, il principale pericolo per la pace e la stabilità mondiale, batte a Tehran. Il regime dei mullah commettendo 450 azioni terroristiche, dirottando aerei e prendendo persone in ostaggio, ha ucciso migliaia di innocenti in tutto il mondo e per questo, giustamente, è stato denominato il "padrino del terrorismo" e il "più attivo sostenitore" del terrorismo internazionale.
Gli arsenali del regime iraniano si riempiono ogni girono di armi chimiche e batteriologiche. La portata dei missili "shahab 3" e "shahab 4" arriva a colpire tutte le capitali del Medio Oriente e di alcuni paesi europei. Il tentativo insistente del regime di ottenere I' atomica continua senza sosta. Il bilancio della presidenza di Khatami dimostra che anch'egli e parte integrante del regime teocratico e che per cambiare la situazione in Iran non c'è una soluzione interna al regime stesso.
In questo contesto, I'Unione europea in cambio di qualche contratto commerciale - 7 miliardi di dollari - con un 'iniziativa amorale ha inserito il nome dell'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano, la principale opposizione al regime iraniano, nella lista dei gruppi terroristici.
La maggioranza del Parlamento britannico, belga, lussemburghese, statunitense ed italiano, nonché centinaia di parlamentari di altri paesi hanno più volte riconosciuto i Mojahedin come un movimento di "resistenza legittima" e come "l'antitesi del fondamentalismo e del terrorismo". Cosi come il ruolo importante delle donne nella leadership dei Mojahedin spiega la natura democratica del movimento che porta verso una prospettiva di profondo cambiamento e di instaurazione della democrazia.
Perciò scambiare la vittima con il boia incita solo il boia a continuare il suo lavoro in Iran e fuori dall'Iran. Etichettare di terrorismo il movimento dei Mojahedin è ingiusto quanto accusare la Resistenza europea per aver combattuto il nazifascismo, le lotte per l'indipendenza americana e quelle contro l'apartheid in Sud Africa.
Il leader della Resistenza Iraniana nel marzo del 2000 ha dichiarato: "Da parte di tutta la Resistenza Iraniana mi impegno affinché chiunque danneggi, direttamente o indirettamente, dei civili si presenti in tribunale e accetti la sentenza".
Noi siamo d'accordo con quanto detto dalla presidente della Repubblica eletta dalla Resistenza in un messaggio inviato al meeting degli iraniani a Bruxelles: se i mullah al potere in Iran e i loro sostenitori negano la popolarità di questa Resistenza perché non accettano libere elezioni presidenziali e/o un'elezione per la Costituente sotto l'osservazione dell'ONU?
Finché i mullah saranno al potere in Iran il fondamentalismo nel mondo non si esaurirà, perciò noi chiediamo all'Unione Europea che:
con l'eliminazione del nome dei Mojahedin dalla lista delle organizzazione terroristiche;
con il monitoraggio continuo della situazione del diritti umani in Iran;
con l'impegno di condannare nella prossimo sedata dell'Assemblea Generale dell'ONU la crescente violazione dei diritti umani in Iran e l'accumulo delle armi di distrazione di massa da parte del regime teocratico dell'Iran;
con il sostegno alla richiesta della Resistenza Iraniana di libere elezioni sotto l'osservazione dell'ONU;
con il riconoscimento del diritto alla resistenza contro la più feroce dittatura contemporanea;
difenda la libertà e il rispetto dei diritti umani e non permetta che i valori democratici europei diventino oggetto di ricatto della dittatura religiosa in Iran.
Noi crediamo che il sostegno agli obiettivi della coalizione del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana induca alla pace e alla stabilita in tutta la regione, al rispetto dei diritti umani e alla democrazia in Iran.